giovedì 26 gennaio 2012

Le vite segrete dei De Rapage • part 2


Molto prima di pensare alla musica e alle cazzate, ed ancora prima di essere Lunterteng, il bassista dei De Rapage viveva negli States ed era in politica.
Il suo impegno si fece duro negli anni '60, quando appoggiò il movimento delle Pantere Nere e cominciò la sua corsa alla presidenza. Solo il successo della famiglia Kennedy riuscì ad oscurare la sua fama, ma Lunterteng non si perse d'animo: rafforzò il suo impegno e si preparò alla seguente tornata tagliandosi molto spesso i capelli e smettendo di fumare crack.
Voci maligne però lo vollero implicato nell'assassino Kenendy, e lui non le smentì né le confermò mai. A tutt'oggi un'ombra oscura si staglia sulla sua carriera politica, ombra che crebbe nel corso degli anni arrivando a far nascere una folta schiera di detrattori. Anche Reagan, suo dichiarato ammiratore, non se la sentì di proporlo come vicepresidente durante il suo mandato, e l'ego di Lunterteng ne risentì profondamente.



La fine della sua carriera politica arrivò quando, durante una cena di gala assieme a Nixon, Bush e Reagan, ubriaco, vomitò nella scodella del punch e poi invitò tutti i commensali ad assaggiarne un po'.
L'episodio lo costrinse dapprima a migrare in Canada, dove per anni si spacciò come alce impagliata e poi in Italia, dove trovò un modesto lavoro nell'amministrazione pubblica per poi entrare nei De Rapage.
A tutt'oggi però viene ancora contattato dai vertici politici americani con la frase:"Tutt'all right, uagliò?". Lui non può far altro che rispondere "Very well, cujò.".

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