giovedì 9 febbraio 2012

I progetti paralleli dei De Rapage • part 1



Attacct a Shta Tromb (e sun'l, fruciò) è uno di quei dischi che ti fanno venire la pelle d'oca.
La storia del suo concepimento è bizzarra e volgare, come tutto quello che i De Rapage toccano o producono. Ed oggi ve la vogliamo raccontare.
Accadde che un giorno Mark Zappcoast si trasferì in Veneto per ragioni di ordine pubblico.
Lì, al freddo dell'inverno della laguna, oltre che imparare il veneziano e uccidere leghisti con dei peti micidiali, aveva davvero poco da fare.
Un giorno però, durante una cena a base di pesce e metalli nobili, ebbe un'epifania osservando due cani che trombavano: avrebbe dovuto suonare la tromba.
Fu così che ne fece la sua ragione di vita in quel periodo.
Inizialmente chiese ad un suo amico del luogo di procuragli una tromba, ma complice il dialetto differente lui la prese come un'avance omosessuale e insinuò una mano nei pantaloni del nostro Mark che, per niente contento, dapprima rifiutò, ma alla fine cedette.
Ma nonostante questo piccolo incidente di percorso Zappacoast continuò nella sua ricerca finché, dopo aver malmenato tre barboni ed un vigile urbano, incontrò nel cesso della stazione di Sottomarina un senegalese che suonava delle percussioni improvvisate.
Così Mark, raccontatagli la sua storia, gli chiese di insegnargli a suonare la tromba. Nonostante i suoi tentativi di spiegare che lui una tromba non l'aveva neppure mai vista, alla fine cedette e accettò, mandando Mark a comprare un sax (ripeto: lui la tromba non l'aveva mai vista).
Ciò che gli insegnò fu del tutto casuale e sbagliato, ma Zappacoast non lo sapeva.
Quando il senegalese gli disse che il suo apprendistato era ormai finito, la felicità di Mark lo portò immediatamente in sala di registrazione e, indossato un completo jazz (una giacca, una cravatta ed un paio di pantaloni rubati al cadavere di uno dei barboni che aveva accoppato) si appioppò da solo lo pseudonimo di Mark Tromba e incise in appena 20 minuti Attacct a Shta Tromb (e sun'l, fruciò), un disco di tre ore tonde tonde che esplorava i nuovi territori musicali appena scoperti.
Dalla sua uscita ad oggi il disco ha già mietuto una quarantina di vittime e spedito in manicomio un migliaio di ascoltatori. I suoi suoni gracchianti, i suoi rumori striduli e la totale assenza di melodia ne fecero una perla del non-sense che ancora oggi resta ineguagliato.
Era jazz, e lui l'aveva scoperto.
Peccato che quella non fosse una tromba.

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