martedì 31 luglio 2012

De Rapage Around the World • In Giappone

Parlare dei De Rapage fuori dalle italiche coste è sempre un po' difficile. Vuoi perché nel bene e nel male hanno segnato l'ultimo decennio, vuoi perché la loro proposta si è decisamente evoluta nel tempo, vuoi perché si rischia di cadere nella tentazione di parlare di merda e vuoi perché tanto nessuno capisce ciò che dicono al di là dell'Appennino.

Fatto sta che le loro ultime uscite hanno fatto registrare un bel centro, con annesso successo di pubblico e critica. Sulla scia della loro spettacolarizzazione ecco che, poco tempo fa, arriva la chiamata di tal Katzuma Kakoto, braccio destro dell'Imperatore della Sony, che invita la band ad un tour nel Paese del Sol Levante.
In un primo momento nessuno capisce un cazzo e tutti credono in uno scherzo: Pasquale, al telefono, manda a fanculo il tipo per una decina di volte abbondante, apostrofando anche l'ignara signora Kakoto con appellativi irripetibili (puttana, leccacazzi, tritacapelle solo per dirne alcuni).
Alla fine, grazie all'intervento di Kako Masudo, fan dei De Rapage dagli occhi a mandorla, il quintetto riesce ad accordarsi per una serie di concerti a Fukushima.

Subito scoppia in Giappone la De Rapage Mania: dalle action figures ai portachiavi, dai profilattici alla carta igienica tutto viene griffato in qualche modo con il marchio della band. Studentesse e professioniste si strappano in continuazione le mutande in piazza per loro, così come fanno quasi tutti i giorni casalinghe e idraulici, categoria che in Giappone simpatizza molto per i De Rapage a causa del brano "Ngul Frekete Auà" che suona in giapponese come "C'è onore nello sturare un cesso mentre i fiori di ciliegio cadono nelle bocche delle prostitute cinesi della città di sera". Molte riviste di settore si occupano dell'argomento e richiedono interviste poco prima del loro sbarco in Giappone: i De Rapage però non capiscono un cazzo delle domande e rispondono a cazzo di cane, come quando per esempio la rivista Samurai Rock chiede: "Quanto tempo passate in sala prove?", e loro rispondono: "All'incirca nel 2001 con  Zappacosta, dopo una diarrea sconfinata".

Fatto sta che i fans giapponesi li aspettano: riusciranno a raggiungere il paese del Sol Levante senza capire una cazzo di parola dei loro interlocutori?
Chiedetelo a Maurizio.

venerdì 27 luglio 2012

De Rapage Story • Gli anni della Swinging London


Accanto a Beatles, Stones ed in seguito Who e via dicendo, i De Rapage furono uno dei simboli della Swinging London degli anni '60s.
Inizialmente chiamato Italian Arrosticinis, il quintetto originario di Tokyo (suburbia di Manchester) arrivò all'apice del successo proprio quando usciva "My Generation" degli Who grazie alla loro "Fuckin' on a fuckin' fuck, you're fucked", schizzata alla seconda posizione della Stucazz Billboard grazie ad un gran colpo di culo.
La scena musicale stava cambiando, e con essa le abitudini dei giovani, che da incravattati seri e ligi alle tradizioni diventavano drogati e sporchi capelloni senza un futuro: i De Rapage naturalmente sguazzavano in quell'ambiente, e non ci volle molto perchè fossero inghiottiti in una spirale di stupefacenti ed eccessi che devastò permanentemente i loro già vacillanti cervelli.
Fu così che, al posto di presentarsi ad un'intervista importantissima con la BBC, il 13 maggio 1968 andarono a Buckingham Palace dove provarono a coinvolgere i reali in uno dei loro famigerati festini a base di LSD. Drogati marci, vennero trovati dalla polizia assieme all Regina Elisabetta nuda in cima al Big Bang che cantavano "osteria numero mille, il mio cazzo fa scintille".
Fu quella la loro fine mediatica: Maurizio fu quello che ne risentì maggiormente e che, ancora oggi, non se ne fa una ragione. Si dice che durante il suo vagabondare da barbone fra le strade di Londra incontrò un certo Syd Barret, e si sospetta che ispirò in lui l'idea dei Pink Floyd.

mercoledì 25 luglio 2012

De Rapage Story • Gli anni della Disco Music


Chiunque li abbia vissuti ricorda gli anni della disco music per gli eccessi, le voci potenti, i bassoni che seguivano i cassoni ed i dancefloor pieni di gente vestita di bianco, pantaloni a zampa, scarpe lucide e colletti improbabili usati talvolta come armi improprie.
Fu in questo scenario che i De Rapage si affacciarono nel mondo di Studio 54 e compagnia danzando con il nome di De Ballage.
Nonostante le remore di un ancora imberbe Pasqualo, la band compose una serie di hits a tavolino bell'e pronte per far scatenare i drogatacci che si scalmanavano sui 4/4.
Disco Merdone, Dancing Like Sta Fava, Troie into the Dance, White Collars are Dangerous, Depression Disco, Cozze a Cazzo Dance e Be Proud of Your Pelimpetto furono solo alcuni dei brani che i De Ballage registrarono e inviarono su una musicassetta al ferro BIAS da 90+6 a tutte le case discografiche dell'epoca. Purtroppo però uno dei fattorini che consegnavano i plichi era uno dei Bee Gees.
Nessuno sa chi fosse di preciso, ma il piccolo stronzo ascoltò per caso la cassetta e rubò le idee dei De Ballage trasformandole in quei pezzi che fecero la fortuna del terzetto anglo-australiano.
I De Ballage allora caddero in profonda depressione e si imbottirono di pasticche fino a fine millennio. Nessuno dei De Rapage seppe mai chi dei Bee Gees fregò i pezzi: nell'indecisione, li pestarono tutti e tre nel 1985.

De Rapage Cinema: Italian Spiderman


Come già detto, i De Rapage sono anche cinema (e cultura).
In questa roba noi non c'entriamo niente, beninteso, ma avremmo voluto.
Italian Spiderman è una genialata che prende per il culo certi film italiani degli anni '70, nati sulla scia del successo di taluni colossal d'oltreoceano e che, a posteriori, divennero un cinema di genere.
Il film è davvero godibile e fuori di testa per lo meno la metà di quanto non siano i De Rapage.
Un capolavoro a firma di Dario Russo, Tait Wilson, David Ashby, Will Spartalis e Boris Repasky che formano il collettivo Alrugo e che voi potete gustare, per intero e senza tagli, proprio qui.
Ringraziateci, noi vi regaliamo cultura e divertimento. Cazzo.

lunedì 23 luglio 2012

De Rapage Story • Gli anni del Grunge


Negli anni in cui il rock tornava di moda (gli anni '90s) i De Rapage, ancora imberbi, non è che se stavano con le mani in mano anzi, di solito se le mettevano in tasca o le ficcavano nel culo degli amici.
Quando Nirvana e compagnia bella spadroneggiavano, i De Rapage (ai tempi The Rapage perchè l'inglese faceva più fico) già suonavano Smell Like Teen Spirit in italiano con il titolo Puzza come la Merda, un inno post-adolescienziale contro l'abuso di deodoranti scadenti.
Il singolo arrivò in vetta alla classifiche della Repubblica di S. Marino e della Città del Vaticano, suscitando commenti entusiastici della stampa e della critica in genere. Fu anche il singolo più trasmesso, dopo il Padre Nostro, da Radio Maria.
Sull'onda del successo, i nostri presero a tradurre brani più o meno famosi di quegli anni come Sole a Bucio di Culo (Blackhole Sun dei Soundgarden), Geremia ha Sparlato in Classe (Jeremy dei Pearl Jam) o Cosa Fregna (Kool Thing dei Sonyc Youth), ma la consacrazione non arrivò mai, dato che i pezzi furono pubblicati dopo la morte di Kurt Cobain, amico intimo di Schillaci e messia del grunge.
Fu così che i The Rapage si sciolsero e si riformarono con l'originalissimo nome di De Rapage.
Una storia che Puzza come la Merda.

venerdì 20 luglio 2012

AttenSione: Live sospesi per colpa di un vagabondo

Proprio quando sembrava che fosse fissata almeno una delle due date in programma per questa estate canterina e musichereccia, il nostro vagabondo Remì quarantaduenne ha deciso per tutti che non saddafare. Se non sapete di cosa stiamo parlando, andatevelo a vedere qui.
Impegni con la sua compagnia di vagabondi artisti di strada infatti lo porteranno fuori per mesi, il che vuol dire che ci si rivede dopo il 17 settembre.
A questo proposito vorremmo indire un concorso a premi per gambizzare Maurizio e farlo restare a suonare con noi solo da seduto, perchè o fai il musicista o il michione l'artista di strada e mai entrambi. Non si è mai visto, d'altronde, un fachiro che suona in un gruppo rock. Fateci sapere le vostre impressioni.
Nel frattempo, come potete ben vedere, un pò gliene abbiamo già date.




venerdì 6 luglio 2012

SBERLE! Recording Sessions


Ebbene sì. Siamo in piena registrazione della nuova fatica che allieterà le vostre noiose giornate.
Se non l'aveste ancora capito, il suo nome sarà SBERLE!, come quelle che prenderemo una volta divulgato. Per adesso accontentatevi di queste foto merdose scattate da Jean Paul Le Camerà, un forografo cieco di Parigi che ci seguirà nel nostro prossimo tour mondiale assieme al suo fido cane Elettrolux.





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