mercoledì 8 agosto 2012

Rolling Stone intervista Zappacoast!


Sembra passato un decennio dall’uscita del debutto Mannaggia al Pudore, ed infatti è proprio così.  Forse i De Rapage sono l’unica vera band rock  nata nel nuovo millennio e dal loro ultimo passaggio  hanno cambiato nuovamente le carte in tavola: via batterista e bassista e dentro due nuovi membri, a dimostrazione delle infinite difficoltà di stabilità della band dagli esordi ad oggi. Insomma, considerata l’immensa penuria di rockstar sotto i cinquant’anni, i De Rapage paiono incarnare se non il nuovo messia, per lo meno uno dei più credibili Gesù mai visti: scrivono ottimi pezzi, paiono possedere quel briciolo di follia necessaria per essere dei divi e, soprattutto, sono in grado di dividere gli addetti ai lavori. Parliamo oggi con il chitarrista storico Zappacoast di questi nuovi orizzonti che si aprono per la band più trasgressiva di Chieti, Chieti Scalo, Abruzzo e dintorni.

Vergine da Poco fu considerato da molti l’Album Rock del 2010, confermando quello che già avevate dimostrato in passato. Il suo successore pare invece avere vita molto difficile…Hai un’idea più precisa di quando lo vedremo nei negozi? Non vorrete farlo diventare il nuovo Chinese Democracy…
Sono affranto, perché solo un anno fa ti avrei detto che eravamo in fase di post produzione e pronti per annunciare la data d’uscita. Oggi invece ti manderei volentieri a fanculo, e quindi VAFFANCULO! Comunque stiamo ancora lavorando su alcuni aspetti ed il nuovo album vedrà la luce il 22 settembre. Hai fatto bene a citare Chinese Democracy, che è un disco di merda! A parte gli scherzi, non ci abbiamo messo dieci anni a comporre un disco e, in ogni caso, a me Chinese Democracy fa veramente schifo.

Quale direzione sta prendendo la musica dei De Rapage? Cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi brani?

La merda. Questa volta non ci siamo assolutamente curati dell’aspetto commerciale delle canzoni, come invece ci era capitato inconsapevolmente nella stesura delle precedenti. Non sarà un disco radio friendly, niente ballads alla Scimmia di Mare o trucchetti che permettano all’album di vendere qualche copia in più. Saranno 12-13 brani incazzati (risata ndr), molti riff e, come ti dicevo, nessuna pausa che possa spezzare il ritmo delle composizioni. Odio totalmente i miei fans, e quando compongo musica penso a loro o a quello che vorrebbero sentire, e faccio esattamente il contrario. Non bisogna guardare in faccia a nessuno o a perderci sarà la musica.

Da buon rocker hai fatto finalmente tesoro degli insegnamenti degli AC/DC: niente canzoni d’amore in quarant’anni di carriera!
Ma vaffanculo tu e gli AC/DC! Forse andare in tour con loro mi ha fatto capire quale fosse la retta via: non copiarli assolutamente! Mi hanno rotto il cazzo per tutto il tour quei vecchi di merda, siamo venuti alle mani più volte e le hanno sempre prese. Scherzo, siamo buoni amici e condividiamo qualche idea ma i nostri stili sono troppo differenti. Tu invece mi stai davvero sul cazzo (ride).

Credo che questo cambio di line up abbia aiutato in questo senso.

Penso che tutto sia nato dalla decisione di cambiare formazione dopo il tour di supporto a Vergine da Poco: nessuno ha vissuto quella situazione dall’interno, se non io e gli altri membri della band, quindi nessuno può dare giudizi obiettivi in merito. Il problema maggiore sembra riguardare te: sei il solito giornalista di merda (ride)!

Al di là di qualche incidente di percorso, anche dal vivo la band ottiene riscontri continui da pubblico e stampa mondiale. Dove credete di poter arrivare?
Ad essere sincero, non lo so. Se ci pensi, sembrano passati tremila anni dal nostro debutto, ma stiamo parlando del 2002. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto tutto quello che un musicista potrebbe desiderare: dischi in classifica, tour mondiali, puttane, concerti in luoghi di cui avevi sempre sentito parlare da piccolo, bocchini… Per non parlare del tour mondiale. Ora vorrei solo una fabbrica di genziana, ci lavorerò. E comunque non sono cazzi tuoi. Te la puoi scordare la bottiglia omaggio, piuttosto ti ci piscio dentro.

L’anno scorso suonavi spesso Uacciù Uari Uari anche dal vivo. Perché ultimamente hai smesso?

Il pezzo mi piace moltissimo, ma col tempo ho iniziato a rompermi il cazzo: in fin dei conti non è che un pezzo per far casino e non mi va che gli altri si sentano esclusi: rubo sempre la scena perché sono troppo bello. Tu, invece, sei un cesso.

L’emozione maggiore vissuta negli ultimi mesi?
Aver picchiato Maurizio assieme a John Paul Jones dei Led Zeppelin ed essere riuscito a convincerlo a seguirci al Femminella Rock Garage a sentire le nuove tracce. Spero decida di metterci le mani, così come farò adesso con te (ride).

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